La 'Fabbrica' della Musica a Venezia
Parla con i fatti Franco Rossi, direttore del Conservatorio di Musicadi Venezia Benedetto Marcello. E i fatti delineano la vitalità di un'istituzione consapevole di un passato grande e fecondo, che anche oggi, nel nuovo, non può fare a meno della città e della sua storia. Benedetto Marcello è la tradizione musicale veneziana, Palazzo Pisani a Santo Stefano è la sede strepitosa di una "fabbrica dei suoni" con radici settecentesche, il nuovo è una didattica autorevole per esperienza e intraprendente nalla sperimentazione, è ricerca nei nuovi territori - dalle frontiere del jazz all'elettronica, alla musica antica - è trama di scambi con la variegata comunità culturale veneziana e non solo. Grazie alle disponibilità di docenti generosi il Conservatorio di Venezia è fra i pochi in Italia ad avere due master di pianoforte. Ottantasette professori, cinquecentosettanta alunni: italiani dal Veneto e da fuori, da tutta Europa, Russia compresa con le ex Repubbliche Sovietiche, Stati Uniti, Centroamerica, Venezuela, Brasile, Argentina, India, Cina, Giappone, Corea. Perfino dalla Mongolia vengono a studiare nel Conservatorio di Marco Enrico Bossi e di Ermanno Wolf Ferrari, di Gian Francesco Malipiero e Arturo Benedetto Michelangeli. Il Benedetto Marcello è in rete con le più importanti realtà musicali cittadine: il Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale, il Teatro la Fenice, la Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia per gli Studi Musicali. Gli Amici del Conservatorio lo sostengono con un programma denso di conferenze, lezioni concerto, un premio per allievi di violino. A supporto delle attività di ricerca e didattiche, una biblioteca di circa 50,000 tra volumi a stampa e manoscritti, probabilmente la più importante raccolta al mondo in ambito musicale, e una prestigiosa collezione di strumenti musicali antichi, visibili al pubblico. "Resistenza e passione", questo il monito che sembrano annunciare le due statue poste sulla soglia di Palazzo Pisani. Rappresentano il medesimo personaggio, un Ercole giovane e maturo, che affronta la prima e l'ultima delle mitiche dodici fatiche. Gli antichi proprietari credevano che la costanza dell'eroe bastasse a ricordare loro che una casata, per quanto potente - come un'istituzione, un paese - prospera solo nella fedeltà operosa alla fragile bellezza ricevuta.

Palazzo Pisani

Quanto la storia di Venezia l'abbiano fatta anche i "foresti" - stranieri, forestieri - umili o potenti, lo dice la sede del Conservatorio; Palazzo Pisani è una reggia privata fra campo Santo Stefano e il Canal Grande, corrispettivo urbano della Versailles della Riviera del Brenta, la villa che la famiglia, toscana con tutta probabilità, ma in laguna almeno dal XIV secolo, possedeva a Stra. Temerari ampliamenti, condotti a termine fra Sei e Settecento forse dal padovano Frigimelica, e spese smisurate hanno dilatato la dimora dei Pisani fino a farne un complesso colossale con l'altissima facciata e i due lungh cortili, collegati dall'aerea sovrapposizione di due logge. Dentro è un trofeo di stucchi e dipinti: Guarana, Domenico Tiepolo, Pittoni. Torreggia nell'atrio il gigantesco triplice fanò, il fanale da galea di un Andrea Pisani  Capitano Generale da Mar. La caduta della Repubblica con Napoleone nel 1797 e insieme la rovina finanziaria dei Pisani avviano il frazionamento della proprietà, fino all'acquisto del palazzo da parte del Comune sul finire dell'Ottocento. Affreschi moderni di Vittorio Bressanin colorano il soffitto del salone da ballo. E' diventato sala dei concerti del Conservatorio.

Il Museo

Il Conservatorio Benedetto Marcello possiede una raccolta di strumenti antichi e di cimeli. Spiccano una viola d'amore settecentesca attribuita a Santo Serafin - bottega a Venezia, radici a Udine dove forse imparò il mestiere dal liutaio Goffriller - , un busto di Verdi, la bacchetta e il leggio dell'ultimo concerto di Wagner, uno dei suoi inconfondibili berretti. Fra i documenti della ricca Biblioteca Storica la partiture di Anna Maria "dal Violin", allieva di Vivaldi all'Istituto della Pietà, un altro dei tanti luoghi della musica a Venezia nel Settecento con la scuola delle ragazze dell'orfanotrofio, le "figlie di choro".

Testo di Sara Rossi The Marco Polo Airport Magazine 1/5 Nov-Dec 2015

Conservatorio Benedetto Marcello