Concerto evento a San Vidal 25 Settembre ore 21
Interpreti Veneziani e Thys de Castella sono lieti di invitarVi al concerto evento che si terrà presso la Chiesa di San Vidal Domenica 25 Settembre alle ore 21.

Al successo della precedente iniziativa del 22 Luglio u.s, segue un nuovo prestigioso appuntamento.

Alle 19, presso il Museo della Musica di San Maurizio, si terrà una conferenza del curatore del catalogo Thys de Castella, Emiliano Marinucci. A seguire, alle ore 21 alla Chiesa di San Vidal, il concerto.

Anche in questa occasione i nostri musicisti avranno il piacere di suonare alcuni strumenti della collezione: ne Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi Pietro Talamini (violino) eseguirà "La Primavera" e "L'Estate" con un Francesco Ruggeri (Cremona 1665); Giacobbe Stevanato (violino) eseguirà "L'autunno" e "L'inverno" con un Francois Piqué (Parigi 1810) e Paolo Ciociola eseguirà "Danza da "La Vida Breve" di Manuel Falla con un Evasio Guerra (Torino 1924).

Note sui violini


Francois Pique 
fu con ogni probabilità il migliore liutaio francese dei suoi tempi. Nato nel 1758 a Rorei, vicino Mirecourt, morì nel 1882 a Charenton-St.-Maurice; fu allievo di Saunier. Grazie al suo grande talento artigiano, realizzò delle splendide copie di Stradivari: il riccio e i fori di risonanza sono perfettamente tagliati e il legno è di ottima qualità.
Alcuni strumenti presentano il retro ricavato da un pezzo unico, con lo spessore e le proporzioni a volte esagerati. Usava una scura vernice ad olio, piuttosto opaca. Nel 1792 lavorò con Nicolas Lupot, al tempo ancora a Mirecourt, per la finitura di alcuni violini e al termine del lavoro furono venduti con l'etichetta di Pique. Fu uno dei primi della scuola francese ad abbandonare i modelli tedeschi, dalla forma profonda e ispirati dalla scuola cremonese. Sul retro, come per quasi tutti i suoi strumenti, vi è un delicato ovale con una miniatura che ritrae una scena dell'italiana "Commedia dell'arte", in stile Watteau. Lo stato è perfetto, il suono magnifico e brillante. I suoi violini fuorono lodati da maestri come Louis Sphor (ne "Il Metodo del Violino", 1850) nonchè il famoso solista Ole Bull (Stradivari ne chiamò uno proprio con il suo nome) che suonò uno dei suoi violini per una intera tournée.

Inizialmente violinista, Evasio Emilio Guerra (1875-1956) dimostrò ben presto il suo talento di liutaio. Originario di Torino, fu allievo di Oddone e Rinaldi; Rocca e Guadagnini lo influenzarono senza dubbio nel seguire un modello "stradivariano". Guerra era talentuoso ma non un imprenditore; fu costretto a fornire molti violini bianchi ai grandi liutai del tempo, dai suoi maestri a nomi come Fagnola. Il violino Ouer, etichettato e datato 1924 è un raffinato esempio del modello Rocca/Stradivari: di rara bellezza, il retro - un pezzo unico - in acero marezzato. La vernice rosso-arancione, tipica della scuola torinese. Il suono è forte e teso, ma capace di colori sottili. Un vero capolavoro.

Francesco Ruggeri detto il Per (Cremona 1628-1698) fu uno dei più importanti liutai del periodo d'oro della scuola cremonese, alla pari di Stradivari con cui è verosimile condivise un periodo come apprendista presso il laboratorio di Nicola Amati, la cui influenza è percettibile nella forma dei suoi strumenti. Questo violino è etichettato e datato 1665 ed è un vero capolavoro. Il carattere è tipicamente cremonese, con precise curvature e lati alti, garantendo così una risposta pronta e tesa, con un suono diretto. Il retro è composto da un pezzo di acero marezzato, segno distintivo di Ruggeri. Il riccio è una perfetta spirale, la forma profonda, una vera scultura. La vernice rosso-oro dona un colore profondo e distinto, con una sorta di tocco veneziano. Molti solisti e violinisti, nel corso dei secoli, hanno lodato i violini di Ruggeri; Leopold Mozart (che possedeva un 1680 poi passato al figlio), Johann Strauss Jr (King of the Walz) and Ludwig Spohr (il Paganini tedesco). I tre figli seguirono le orme del padre; Vincenzo, tra loro, ebbe molto successo e le forme che dava ai suoi strumenti vennero usati come modelli dai liutai Markneukirchen e Mittenwald nel XX secolo, prima dell'esplosione della moda Stradivari.

Violoncello A.M. Richelme /1832-1896) Marseille 1870.
Richelme è una figura interessante nel panorama francese del XIX secolo. Le idee sulla forma furono influenzate dalle origini barocche degli strumenti stessi e contaminate da elementi del "viol". Racchiuse il suo sapere in una tesi dal titolo: "Osservazioni e Studi sulla liuteria antica e moderna", pubblicata nel 1861. Le sue teorie si basavano sulle osservazioni di Savart e Chanot e lo portarono alle modifiche degli attacchi superiori e inferiori. In questo violoncello, infatti, le spalle sono più curve e gli angoli più taglienti. La parte anteriore è abete, il retro, i lati e la testa acero rosso. Nella parte posteriore vi è l'incisione del nome e timbro dell'autore, sulla testa un angelo che canta. Questo è un particolare riferimento alla scuola francese, che prevedeva spesso ritratti o maschere intagliate nella parte posteriore dello strumento. La lunghezza totale è 126 cm.

Speriamo di contarvi numerosi tra i nostri ospiti: per maggior informazioni e prenotazione visitate il nostro sito o chiamate lo 041 2770561.

Museo della Musica

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